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Cyberbullismo e cyberstalking: a scuola di protezione digitale
Minori e giovani sono sempre più esposti ai rischi digitali: trascorrono ore connessi, trasocial, app di messaggistica e piattaforme di gioco, spesso già nella fascia della scuolaprimaria e secondaria. Secondo il Rapporto Moige–Istituto Piepoli 2025, più della metà deiragazzi italiani (55%) passa oltre tre ore al giorno online al di fuori dell’orario scolastico e il14% supera le cinque ore. Stando ai dati presentati da Save the Children nel 2025, il 62,3% dei preadolescenti (11–13 anni) ha almeno un account social, nonostante la legge preveda i 14 anni per il consenso al trattamento dei dati; altre rilevazioni indicano che circa la metà degli under 13 utilizza almeno un social network.
La frequentazione di ambienti digitali espone i minori a molti rischi, tra cui cyberbullismo e cyberstalking, che spostano online dinamiche e pericoli già presenti nella vita reale. A scuola, il bullismo tradizionale continua a manifestarsi con frequenza: secondo i dati ISTAT e Telefono Azzurro (2025), tra gli 11 e i 19 anni, 1 ragazzo su 5 è vittima di bullismo concadenza mensile; complessivamente, il 68,5% ha subito almeno un comportamento offensivo, non rispettoso o violento, online o offline. Il 34% degli adolescenti riferisce di aversperimentato almeno una forma di cyberbullismo.
I numeri di cyberbullismo, cyberstalking e revenge porn
I dati più recenti raccontano un fenomeno ampio e trasversale. Secondo lo studio ESPAD® Italia 2024 (CNR-IFC), nel 2024 quasi uno studente su due tra i 15 e i 19 anni (47%) ha subito episodi di cyberbullismo, e quasi un terzo (32%) ha agito almeno una volta come bullo online. Anche il cyberstalking - la persecuzione digitale fatta di messaggi insistiti, controlli, minacce e molestie online - è in crescita: il Report della Polizia Postale 2024 registra un aumento dell’8% dei casi con vittime donne e un +54% di persone indagate. Particolarmente critico il quadro sul revenge porn: nello stesso anno, i casi che coinvolgonominori crescono del 45% (da 29 a 42), con un raddoppio proprio nella fascia più giovane,10–13 anni.
Perché parlarne a scuola e in famiglia
Il ritorno sui banchi di scuola è il momento giusto per riaprire il dialogo su questi temi. I ragazzi trascorrono sempre più tempo connessi: senza un’educazione all’uso consapevole, anche un gesto apparentemente innocuo, come condividere una foto, rispondere a un messaggio insistente, accettare una richiesta di amicizia da sconosciuti, può trasformarsi in un rischio concreto.
Il valore di una protezione assicurativa
Oltre alla prevenzione e all’educazione, è utile considerare anche strumenti di protezione che possano supportare le famiglie nel momento del bisogno. Esistono soluzioni assicurative pensate per i rischi digitali che, in caso di episodi di cyberbullismo, cyberstalking o revengeporn, offrono:
Supporto psicologico per aiutare ragazzi e genitori a gestire l’impatto emotivo degli episodi subiti.
Assistenza e tutela legale, con consulenza e copertura degli onorari per difendere i diritti della vittima e agire contro gli autori delle condotte illecite.
Supporto specialistico informatico, per gestire emergenze legate a contenuti lesivi online, furto d’identità o altre minacce digitali.
Questi strumenti non sostituiscono il ruolo della scuola e della famiglia, ma possono integrare la rete di protezione attorno ai giovani, rendendo più rapida ed efficace la risposta a situazioni complesse.
